atti persecutori, violenza domestica, cyberbullismo, stalking: l’ammonimento del questore

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L’ammonimento del Questore

Data:

04 Dicembre 2023

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Descrizione

È una misura di prevenzione esclusiva del Questore che nasce con lo scopo di garantire alla vittima di atti persecutori, violenza domestica, cyberbullismo, una tutela rapida ed anticipata rispetto alla definizione del procedimento penale. In pratica, l’ammonimento consiste nell’avvertimento, rivolto dal Questore alla persona, di astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia o violenza.

Contestualmente, l’ammonimento consente al Questore di adottare misure di ritiro di armi.
Ammonimento del Questore per stalking

Può essere richiesto con istanza della vittima di atti persecutori nel caso in cui non sia stata già sporta querela per gli stessi reati. Ricordati che non è un procedimento penale. Contatta un ufficio di Polizia ed esponi i fatti.

Devi esporre in modo dettagliato tutti gli episodi di cui sei stata vittima: lesioni, percosse, telefonate, appostamenti, messaggi ecc., espressioni di un chiaro intento persecutorio. Non hai bisogno di un avvocato. Le informazioni da te fornite vengono valutate in breve tempo ed la persona nei cui confronti hai chiesto l’ammonimento, verrà invitata a tenere una condotta conforme alla legge.

A seguito dell’ammonimento, qualora gli atteggiamenti persecutori non dovessero cessare, si procede d’ufficio.

Quali sono dunque i vantaggi dell’ammonimento?

– Procedibilità d’ufficio in caso di reiterazione della condotta di atti persecutori

– Tempestività nell’ammonire l’autore.

Approfondimenti

Gli atti persecutori solitamente si sostanziano in pedinamenti, molestie telefoniche, appostamenti sotto casa e sul luogo di lavoro, minacce, danneggiamenti all’auto e/o altre proprietà della vittima.

Sono frequenti soprattutto al termine di una relazione sentimentale e, talvolta, anche dopo la separazione. L’ammonimento per atti persecutori consente di intervenire in maniera rapida e con gradualità ed è alternativo alla querela. L’istanza di ammonimento può essere presentata in un qualsiasi Ufficio di Polizia . La vittima deve esporre i fatti alle autorità e avanzare richiesta al Questore nei confronti dell’autore delle condotte persecutorie. Il Questore assumerà le necessarie informazioni eventualmente anche convocando il presunto stalker e le persone informate dei fatti – per poi decidere il rigetto o l’accoglimento dell’istanza. Sarà quindi emesso l’ammonimento e l’autore verrà diffidato a non proseguire nelle condotte.
Ammonimento del Questore per violenza domestica

Può essere richiesto con istanza della vittima o di iniziariva del Questore. Ricordati che non è un procedimento penale. Contatta un Ufficio di Polizia ed esponi i fatti. Se contatti un ufficio di polizia, devi esporre in modo dettagliato tutti gli episodi di cui sei stata vittima: lesioni, percosse, ecc. Non hai bisogno di un avvocato. Le informazioni da te fornite vengono valutate in breve tempo e la persona nei cui confronti hai chiesto l’ammonimento, verrà invitata a tenere una condotta conforme alla legge. Anche in questo caso i vantaggi dell’ammonimento sono:

-Anonimato

– Tempestività nell’ammonire l’autore

Approfondimenti

I presupposti per l’applicazione dell’ammonimento per condotte di violenza domestica ex art. 3 D.L. 93/13 sono: fatti che debbano ritenersi riconducibili ai reati di percosse (art. 581 c.p.) o di lesione personale lieve (art. 582 comma 2 c.p.) consumati o tentati, commessi nell’ambito della violenza domestica. Del concetto di violenza domestica è la stessa norma che fornisce una definizione: “si intendono per violenza domestica uno o più atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima”. Ipotesi frequenti sono quelle degli interventi delle Forze di Polizia a seguito di segnalazione di episodi di violenza. Si tratta dei reati cd. “sentinella” per i quali il Legislatore ha voluto fornire uno strumento di tutela di carattere preventivo.

A differenza dell’ammonimento per atti persecutori e per condotte di cyberbullismo, si tratta di casi in cui è possibile procedere anche se non vi è stata istanza proveniente dalla vittima. Solo per i casi di ammonimento per violenza domestica, il questore può chiedere al prefetto la sospensione della patente di guida dell’ammonito, da uno a tre mesi.

Ultimo aggiornamento: 20/01/2024, 08:29

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